giovedì, Luglio 18, 2024
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Udasa, la tonica handmade

UDASA | COCKTAILS

Mattia Claut è un giovane barman che ultimamente ha avuto una grande intuizione, quella di creare una nuova tonica artigianale, che sta già avendo un ottimo successo. Il suo prodotto è Udasa.

Ciao Mattia, dicci innanzitutto qualcosa su di te.

Mi chiamo Mattia Claut, ho 26 anni e sono un ex barman. Ho lavorato anche due anni insieme a Lucio L’Apostolo. Nel frattempo studiavo ingegneria industriale, prima di bloccare gli studi per concentrarmi sull’idea dell’acqua tonica.

Come ti è venuta questa idea?

L’idea è venuta proprio lavorando dietro il bancone ed è diventata realtà da poco, dopo due anni di studio della ricetta. Durante il percorso si sono uniti a me altri due ragazzi, che mi aiutano soprattutto sotto il profilo commerciale e amministrativo e così è nata Udasa.

Qual è il vostro intento?

La mission di Udasa è la percezione gustativa, motivo per cui abbiamo creato due acque toniche, una umami e l’altra salata, aggiungendo un quarto gusto ad ognuna delle toniche dove acido, amaro e dolce sono già presenti.

Caratteristica fondamentale è l’esaltazione del sapore che garantiscono i due prodotti, che abbinati a gin o anche a completamento di drink ne fanno spiccare la parte aromatica.

Tutti gli ingredienti sono naturali, senza estrazioni chimiche (es. cloridrato di chinino di tante toniche) Grazie ad un processo handmade.

Puoi dare una sbirciata al nostro sito per qualche info in più: www.udasatonicwater.com

Dimmi di più sulla nascita di Udasa.

L’idea è venuta dietro il bancone. Mi sono reso conto del quantitativo esagerato di gin in commercio e quante, relativamente poche toniche fossero disponibili per l’abbinamento nel classico e amato gin tonic.

Quindi ho iniziato a studiare l’industria delle bevande, i processi e fatto un’analisi di mercato molto attenta.

Ho capito che il prodotto come lo volevo io seguendo i processi esistenti non potevo ottenerlo. Ho così iniziato a sviluppare ed ideare la ricetta a braccetto con lo studio e la creazione del processo produttivo più adatto al risultato che volevo.

Sono sempre stato un romantico. Il pensiero dell’artigianalità del prodotto, molto persa ai giorni e ritmi d’oggi, era un valore aggiunto che volevo dare al mio prodotto.

Udasa

Hai aperto anche un laboratorio tutto tuo.

Aprire la mia azienda con il laboratorio è stato a quel punto un passo inevitabile. Laboratorio dove abbiamo iniziato a produrre i nostri primi due prodotti (acque toniche), ma dove sono già in atto altre prove e test. Vogliamo aiutare chi vuole innalzare il livello del mondo bar, quindi ci stiamo focalizzando, oltre che su altre bibite innovative a livello gustativo, anche sulle acidificazioni, a cui sto dedicando parecchio studio nello sviluppo.

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è che i nostri prodotti attuali e futuri e il nostro marchio possano diventare sinonimo di forte qualità, artigianalità e innovazione, che stuzzichino la fantasia dei barman che non si accontentato e che colpiscano i clienti che vedono il mondo della mixology come un’esperienza.

Ci siamo concentrati molto anche sul packaging, offrendo anche a livello di percezione del prodotto un qualcosa di diverso. Abbiamo lavorato molto all’etichetta, grazie alla collaborazione con un grafico che considero un amico ormai, ma soprattutto un artista. È un’etichetta lavorata con lamina olografica e resina per l’effetto tattile. L’illustrazione racconta una storia e ogni cosa ha un significato, sarà compito del barista, mentre la sorseggi, raccontartela.

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Stefano Duranti Poccetti
Stefano Duranti Poccetti
Stefano Duranti Poccetti, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Autore del "Corriere dello Spettacolo" e "Corriere del Bar" e del romanzo “Storie del Santo Maledetto”.
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