Denis Bajrami. La miscelazione come proposta culturale

DENIS BAJRAMI. LA MISCELAZIONE COME PROPOSTA CULTURALE | INTERVISTE

Denis Bajrami è un giovanissimo bartender di origini albanesi, ma che abita in Italia ormai da molti anni. Collabora al Nené Food di Bellagio, dando un apporto innovativo al locale. Il suo sogno è quello, prima o poi, di mettersi in proprio.

Raccontami Denis, come è iniziato tutto?

Ho iniziato circa dieci anni fa come aiuto piazzaiolo. Poi ho lavorato come cameriere allo Splendide, un hotel tre stelle. Un passo importante è stato quello di approdare al Bar Rossi, il caffè più storico di Bellagio, creato nel 1903 con un bellissimo stile liberty. Sono stato lì per otto anni, prima che scattasse in me un desiderio di cambiamento. Così sono arrivato al Nené Food in qualità di responsabile del bar, piccola realtà nata come negozio alimentare, che poi con la mia collaborazione ha ampliato la sua proposta, attraverso la realizzazione di eventi. Un nuovo progetto che è stato una sfida per me. Per loro creo drink. Si è trattata di una sperimentazione nuova e non è stato facile avvicinare le persone, ma alla fine c’è stata un’ottima risposta.

Denis Bajrami - Corriere Del Bar
Denis Bajrami – Corriere Del Bar

Hai ideato anche delle drink list particolari e decisamente culturali…

Abbiamo dato vita a un cocktail tour molto particolare, un percorso tra le ville storiche del nostro territorio all’interno del nostro bar. Abbiamo iniziato da Villa Serbelloni per concludere con Villa Orlando. Diciamo che è un modo originale di fare turismo e cultura.

In generale vorrei riuscire a trasmettere la mia passione per il bere miscelato ai nostri clienti, puntando le nostre carte sull’ospitalità e la Qualità Italiana del servizio e dei nostri prodotti, cercando di regalare una esperienza ai nostri clienti.

In arrivo c’è una cocktail list molto interessante per l’estate, non esitate a venire a trovarci per scoprirla!

Sono anche molti gli eventi organizzati.

Sì, ne abbiamo ideati molti, da quelli in cui si reinterpretavano i cocktail classici, fino ad arrivare a serate dedicate al Messico, a Cuba, alla Spagna. Per ciascuna di queste chiaramente sono stati scelti quei drink che hanno a che vedere con queste culture.

C’è molta attenzione al Kilometro Zero.

Sì, collaboriamo con aziende locali, in particolare con un agriturismo che abbiamo proprio qui accanto, che si chiama La Derta, da cui attingiamo le botaniche e altre materie prime, questo per avere un prodotto fresco, sicuro e sano. Un tema al quale noi e in generale tutti dovremmo porre attenzione è quello dell’ecosostenibilità, cercando coi gesti di tutti i giorni di evitare sprechi di ogni genere tentando, per esempio, di utilizzare tutti gli scarti della frutta per guarnizioni.

Hai frequentato qualche corso?

Avevo frequentato un primo corso di bartender e caffetteria e nel 2017 ho frequentato il corso Mixology Bar Chef all’interno della Bartender Certified / Micro Onda Group di Christopher Grassini.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno è quello di aprire un locale tutto mio prima dei quaranta anni. Vorrei creare una realtà elegante, di nicchia, con un’ampia ricerca dei prodotti. Vorrei trasmettere passione e qualità. Ospitalità e accoglienza nel nostro settore sono elementi fondamentali.